lunedì 30 giugno 2008

Bambini per sempre.

Oggi, mentre ero sulla via del ritorno dalla città, il mio sguardo è stato catturato da una intera famiglia in bicicletta che, sul marciapiede, attendeva di attraversare la strada.Mamma e figlio appolaiato sul seggiolino della bici alle spalle del suo papà.Era però una famiglia speciale:i genitori avranno avuto settant'anni, il figlio all'incirca quaranta.Era un ragazzo disabile.Cappellino e canottiera verde, teneva le sue mani sul viso quasi a proteggersi dalla luce.Il mio cuore si è mosso un pochino.Poi mi è venuto in mente un aneddoto, raccontatomi dalla mia amica Elena, farmacista.Un giorno, mentre era al lavoro, si è avvicinata al banco una coppia di anziani:la moglie con tono rassegnato, chiedeva un farmaco per la sua bambina.Il marito alle spalle della signora dice: "cara, oramai non è più una bambina".
E la signora, rivolgendosi ad Elena, con un sorriso sulle labbra e gli occhi lucidi le dice:" Sa signorina, mia figlia è malata...ha bisogno sempre di me...sarà sempre la mia bambina..."

venerdì 27 giugno 2008

Inutili banalità

E' da un pò che non scrivo su questo blog e a dir la verità nemmeno oggi so cosa scrivere.Forse ho perso l'ispirazione. O forse no, è solo che le cose che a volte mi saltano nella testa mi sembrano troppo banali-scontate-smelense e quindi decido di non scriverle.Durante questo periodo di silenzio sono successe molte cose: un matrimonio, un annuncio di matrimonio e di paternità, un incontro interessante, un polso rotto, una moto comprata...Ovviamente tutte queste cose non sono successe a me però in un qualche modo mi hanno influenzata, toccata, sconvolta, resa felice.
Stasera sono stanchissima, ho lavorato per 2 giorni non stop a una relazione che finalmente ho consegnato oggi e quando sono stanca, inevitabilmente, mi intristisco.

sabato 21 giugno 2008

Riflessi

Il 21 giugno è il compleanno di Seth, un mio caro amico che abita a New York. Le famose feste nel suo appartamento sono state e sono ancora una delle migliori accoglienze per centinaia di viaggiatori e una grande attesa per tanti amici new yorkesi.
Abita al primo piano di un'abitazione tra Chelsea e il Flat Iron District, in un piccolo appartamento con una terrazza, compresa tra quattro alti muri. La vista, come si può capire, è un po' costretta. Ma siccome siamo all'altezza della 28esima strada e la parete che si affaccia da sud sul patio è completamente vetrata, l'Empire State Building vi si riflette nella sua totale maestosità.
Certe volte sembra che ci sia concesso di godere solo di un frammento di bellezza, di un lampo, di un riflesso. Con un po' di attenzione e pazienza ci possono regalare ricchezze inimmaginabili.

venerdì 20 giugno 2008

Cioccolato inaspettato


Poco tempo fa, rincasando tardi dopo una giornata lunga e difficile, ho trovato un pacchetto proveniente dalla Svizzera sul tavolo del soggiorno. Era una tavoletta di cioccolato, speditami da due ragazze svizzere che avevo ospitato poche settimane addietro. Per inciso, c'era anche una coppetta di fragole avanzate dalla cena che il resto della famiglia aveva consumato in mia assenza. Insomma, una benedizione inaspettata, due piccole sorpese che - come talvolta accade - hanno risollevato la mia giornata difficile e lunga, nel momento in cui meno me l'aspettavo.

Meritano di essere spese due parole in più per spiegare la vicenda delle svizzere, Manou e Steffi. Mi avevano contattato tramite CouchSurfing per passare una piccola vacanza in Italia e accettai di ospitarle per un fine settimana. Per ringraziarmi di tutto ciò mi avevano portato in dono quattro tavolette dei loro cioccolati preferiti, ma, avendo dimenticato di darmele, hanno deciso di spedirmele una alla volta. Come se avessero intuito la mia predilezione per gli enigmi e i giochi di fantasia, insieme ad ogni barretta di cioccolato spedita hanno allegato un ritaglio di una lettera scritta a mano, che sto componendo man mano che mi arriva la posta. Ogni tanto, nei momenti più inaspettati e necessari, mi arriva una tavoletta di cioccolato, come spedita da un angelo custode. Ne ho raccolte tre, ne manca ancora una.

lunedì 16 giugno 2008

Naturali presenze

Vivo in una casa in campagna, che intorno ha campi e alberi. Per arrivare, bisogna lasciare una strada provinciale e salire circa un chilometro su una collina. E' abbastanza spontaneo il confronto con quello che accade più sotto, dove l'impronta dell'uomo sembra aver messo a tacere la voce della natura di questa pianura padana, con strade, elettrodotti, capannoni, centri commerciali, case, case case...
Tuttavia, pur conoscendo che cosa vuol dire abitare in un luogo che in qualche modo conserva la sua armonia con la natura, ho come il sospetto che esistano ambienti completamente diversi, in cui il rapporto con il mondo naturale non è vissuto in nessuno dei due modi di cui ho appena parlato.
Ieri, guidavo lungo una sponda del Lago di Como (proprio quel ramo di cui abbiamo letto tutti), in una lugubre giornata di pioggia fine. Eppure, lungo la strada tortuosa guardavo affascinato le case aggrappate ai pendii. Ho avuto l'impressione che il lago fosse per la gente del luogo una presenza di una forza e un significato particolare.
Ho pensato al vulcano di Stromboli, come lo avevo visto dal vero e presentato da Nanni Moretti in Caro diario. Ho pensato alla gente che abita nelle golene del Po, a certi villaggi di pescatori sul mare, ad alcuni paesi di montagna. Mi è sembrato che certi luoghi vivano segnati da presenze naturali in un modo del tutto unico. Si tratta di timore, riverenza, dedizione di piccoli uomini verso i grandi elementi naturali di cui vivono all'ombra? Mi chiedo se noi turisti o viaggiatori, abitanti di luoghi diversi, potremo mai intuirlo o afferrarne l'idea...