giovedì 31 maggio 2012
Hula hop
Lèa era una bambina un pò speciale,
la sua testa di riccioli scomposti spesso si perdeva in mezzo alle nuvole
mentre i suoi piedini, freschi e affusolati stavano rinchiusi in scarpe troppo pesanti per poter prendere il volo.
Lèa aveva una pancia abitata da tanti pensieri che a volte più veloci, a volte un pò più lenti facevano la spola su e giù, dalla testa alla pancia, dalla pancia ai piedi.
Su e giù, giù e su.
A volte roteavano un pò di qui e un pò di là, come un hula hop.
Erano capaci di ruggire, di illuminarsi ad intermittenza come le lucciole nelle prime sere calde della primavera,
a volte strisciavano silenziosi come serpenti per raggomitolarsi al centro dell'ombelico.
Rimanevano lì, a farle compagnia, senza mai uscire.
Nessuno che andasse nella savana, nessuno che tornasse nei prati alla luce della luna,
nessuno che tornasse ad accarezzare la terra.
Lèa non si sentiva sola, c'erano le parole dei suoi pensieri a farle compagnia.
Talvolta diventavano troppi: il loro correre su e giù dalla punta dei riccioli a quella dei piedi, a volte la confondeva.
La bambina non riusciva proprio a liberarsi da quel tumulto di sensazioni; sentire le loro vibrazioni attraversarla la faceva sentire viva.
La ragione profonda per la quale Lèa teneva tutti quegli animali dentro di sè era perchè aveva una paura matta:
se poi i pensieri appuntiti, velenosi e feroci.. una volta fatti uscire da quel turbinio l'avessero azzannata?
E se invece avessero fatto del male a qualcuno a lei caro?
Nella pancia li poteva controllare.
Ne era l'unica padrona, l'unica in grado di tenerli a bada.
Certo, erano capaci di farle male ma perlomeno si fermavano lì, al limite più esterno delle sue cellule.
Senza contaminare nessuno.
Senza ferire nessuno.
In tutto quel movimento c'erano anche pensieri soffici, leggeri e colorati come le ali delle farfalle.
Alcuni erano capaci di tenerle dolcemente compagnia come le fusa dei gatti, altri ancora pieni di fantasia,
andavano e venivano come le rondini che annunciano i profumi della primavera che sboccia.
Al mattino cinguettavano facendo roteare con grazia tutti i suoi riccioli,alla sera soffiavano dolcemente come la brezza che sorregge e accompagna le foglie che cadono in autunno.
Per Leà però i ruggiti dei suoi pensieri erano talmente forti da farle dimenticare le note dolci di alcuni altri e la sola idea di poterli condividere con qualcuno la spaventava:c'era dentro di lei un mondo di parole e pensieri talmente grande da fare ombra su tutto.
L'agitazione di questi pensieri le aveva fatto dimenticare tante cose..soprattutto come slacciare quelle scarpe che con la loro pesantezza la ancoravano al terreno.
Leà non sapeva che forse non era colpa delle scarpe..il giorno in cui avesse deciso di liberarli fuori di sé, tutti avrebbero saputo dove andare tornando ad abitare il cielo, gli alberi, la savana.
Ognuno di essi sarebbe tornato al suo posto,senza pungere, senza mordere, senza fare male a nessuno.
Si sarebbe alleggerita tornado a seguire, dalla punta dei riccioli alla punta dei piedi, il susseguirsi lento delle nuvole nel cielo.
domenica 29 aprile 2012
Naturalità che non spaventa.
Sapendo che l'indomani la temperatura si abbasserà a dismisura e che porterà cappotti, cappelli e nuvole bianche appoggiate alle labbra, il contadino non deciderà di seminare i semi a cui tiene di più.
Deciderà di farlo, accetterà il rischio quando il tempo si mostrerà appena favorevole, pur sapendo che è la natura a vincere, sempre e comunque.
E' il gelo di domani assaporato nelle narici a spaventarlo, non il rincorrersi dei venti, dei forti acquazzoni e del sole cocente.
Che ci saranno, si, ma non si sa quando arriveranno.
Comunque ne sarà valsa la pena, perchè l'imprevedibilità può regalare raccolti inaspettati, generosi.
Nel profondo del cuore coltiva il desiderio di frutti abbondanti.
Ma il gelo di domani taglia già la faccia.
E i semi, fino a domani, saranno al sicuro, nel caldo del suo taschino.
mercoledì 25 aprile 2012
Liberi dal male.
Giorno della liberazione, 25 aprile.
Data di cui ancora possiamo sentire il profumo, il sapore attraverso il racconto di chi quella Liberazione l'ha vissuta, l'ha desiderata, ha contribuito a realizzarla.
Festa civile, che a dirla così sembra meno importante delle feste religiose del natale, della pasqua in cui si ricorda qualcuno vissuto, esistito tanto tempo fa...(E un dubbio 'di Tommaso' abita anche le mie cellule)..
Oggi invece le testimonianze possono essere talmente vicine, palpabili, vive e vibranti che dovrebbero vederci tutti in piazza, non solo a cantare 'bella ciao' ma a tenere vivo quel pezzetto di storia e di dolore, che come sempre rende possibili le trasformazioni.
domenica 9 gennaio 2011
Al lupo! Al lupo!
'Al Lupo!Al Lupo!'gridava il pastore della favola di Esopo.
Lo aveva gridato talmente tante volte per nulla che alla fine poi qualcuno si era stancato e quando era venuto il momento di intervenire per davvero, nessuno gli aveva prestato aiuto.
Povero pastorello, certo però che se l'era cercata...
Non so perché ma questa favola stamattina è stato il mio primo pensiero.
Poi ho pensato a tutti quelli che scambiano una cosa per l'altra, ci si abituano e poi non sanno più che cosa è vero da che cosa non lo è.
Borsette, quadri, emozioni e...sentimenti.
Sì, sì!Sentimenti.
Quelle cose su cui ci si costruiscono le relazioni.
Le fondamenta delle case.
Così capita che uno, pensando che quella roba lì che sta vivendo si chiama amore, ci costruisce sopra una casa.Poi magari invece scopre che non lo era e la butta giù.
O magari si abitua talmente tanto alle imitazioni dell'amore che quando si incontra quello vero non lo si riconosce più.
Guardi le cuciture, gli interni...le etichette...
'Ma sì!sono praticamente uguali'
'..e poi costa meno.'
'Molto meno.'
'Chi vuoi che se ne accorga?'
'Si, infatti perché pagare tanto per una cosa che invece puoi avere a prezzo minore e che sembra l'originale?'
Semplice: perchè 'SEMBRA' non 'E''.
Lo aveva gridato talmente tante volte per nulla che alla fine poi qualcuno si era stancato e quando era venuto il momento di intervenire per davvero, nessuno gli aveva prestato aiuto.
Povero pastorello, certo però che se l'era cercata...
Non so perché ma questa favola stamattina è stato il mio primo pensiero.
Poi ho pensato a tutti quelli che scambiano una cosa per l'altra, ci si abituano e poi non sanno più che cosa è vero da che cosa non lo è.
Borsette, quadri, emozioni e...sentimenti.
Sì, sì!Sentimenti.
Quelle cose su cui ci si costruiscono le relazioni.
Le fondamenta delle case.
Così capita che uno, pensando che quella roba lì che sta vivendo si chiama amore, ci costruisce sopra una casa.Poi magari invece scopre che non lo era e la butta giù.
O magari si abitua talmente tanto alle imitazioni dell'amore che quando si incontra quello vero non lo si riconosce più.
Guardi le cuciture, gli interni...le etichette...
'Ma sì!sono praticamente uguali'
'..e poi costa meno.'
'Molto meno.'
'Chi vuoi che se ne accorga?'
'Si, infatti perché pagare tanto per una cosa che invece puoi avere a prezzo minore e che sembra l'originale?'
Semplice: perchè 'SEMBRA' non 'E''.
martedì 4 gennaio 2011
Away we go.
Bella serata.
Un bel film quello di stasera al quale non avevo dato peso dopo recensioni non troppo entusiaste.
Probabilmente me lo sarei fatta sfuggire e invece...una bella sorpresa.
Questo film profuma di primavera, di aria leggera e frizzante capace di portare germogli e nuova vita:quella che i due protagonisti si preparano ad accogliere e quella personale e riscoperta da ciascuno dei due.
Che sa di passato, di frutta matura sugli alberi, di risate ..e anche un pò di salato, come le lacrime che non risparmiano nessuno.
Che sa di passato, di frutta matura sugli alberi, di risate ..e anche un pò di salato, come le lacrime che non risparmiano nessuno.
Nemmeno me, spettatrice in decimafila sulla destra.
Perchè poi alla fine a casa ti porti sempre qualcosa...le emozioni e poi i pensieri su quello che desideri per te. Un pò di sana incoscienza capace però di mettere radici e fare crescere frutti succosi e profumati se accompagnata da un amore autentico e quotidiano. Imperfetto, non canonico ma talmente grande e sincero che alla fine poi risulta trasformato e trasformante.
domenica 22 agosto 2010
Liberosfogochenonèmaiabbastanzaperprovarealiberarsidaipensierichefannomale.
Emozioni che si succedono, senza riuscire a dare spiegazioni, nomi, ordine.
Una giornata lunga, di buona compagnia, illuminata dal sole, bagnata dall'acqua salata del mare.
La stessa acqua che, veniamo a sapere quando il sole ormai è prossimo a nascondersi tra le montagne, poche ore prima ti strappa alla tua famiglia, ai tuoi amici, ai tuoi sogni.
Il silenzio.
Poi il fragore delle onde del mare che battono,sbattono.
Ancora e ancora.
Più forte.
Sono forti, più forti di noi.
Di te.
Il dolore.
E noi rimaniamo qui a ricordarti nelle note delle tue canzoni, nei tuoi sguardi sfuggenti, nei tuoi sorrisi discreti.
Ciao giulio.
lunedì 5 aprile 2010
Primavera
lunedì 23 novembre 2009
Vis à vis
Giornate di piccoli miracoli.
Lorenzo, dopo tre mesi di scuola senza aver mai parlato,mangiato,bevuto, interagito con le maestre e i compagni, giovedì scorso ha fatto il suo primo disegno.
Venerdì ha bevuto l'acqua dal bicchiere, oggi -che è lunedì- ha mangiato il pranzo.
L'abbiamo "agganciato".Siamo riuscite a stabilire un contatto, a percorrere in punta di piedi quella sottile via che porta "dentro" e che permette alle persone di guardarsi in faccia e di abbandonarsi l'una all'altra e di averne fiducia.
In questa mia piccola esperienza da maestra in una scuola materna sto sperimentando la pazienza, la costanza nel rispetto dei tempi altrui.
Ci vuole tempo.I semi gettati portano sempre qualche frutto.
Ed è impagabile la soddisfazione nel vederne i germogli.
Piccoli, ma pur sempre vivi.
Mi chiedo se la stessa tenacia possa valere per smuovere le persone più grandi, perse- a volte- in vicoli che allontanano dal centro, dall'autenticità e dalla verità delle cose importanti.
Disorientate.
martedì 17 novembre 2009
si!
Quanto tempo.Che non apro questa pagina web e che non apro la mia mente e il mio cuore per dare un nome alle cose che vivo.
Questi sono giorni speciali:belle notizie che sconvolgono gli animi e fanno bagnare di lacrime molti fazzoletti.Amiche del cuore che decidono di fare il grande passo, di impegnarsi davanti a tutti ad essere famiglia, di condividere la vita con la stessa persona, di crescere, di confrontarsi, di esserci.
Che coraggio.
Grazie ste,grazie matteo.
Questi sono giorni speciali:belle notizie che sconvolgono gli animi e fanno bagnare di lacrime molti fazzoletti.Amiche del cuore che decidono di fare il grande passo, di impegnarsi davanti a tutti ad essere famiglia, di condividere la vita con la stessa persona, di crescere, di confrontarsi, di esserci.
Che coraggio.
Grazie ste,grazie matteo.
lunedì 8 dicembre 2008
Happy go lucky
Sabato sera sono andata al cinema.
Il film l'ho proposto io perchè il titolo mi piaceva: happy go lucky, la felicità porta fortuna.
Lo credo anch'io.
La felicità, il modo di guardare le cose lasciandosi stupire ogni volta, la voglia di interrogarsi sorridendo quando sono troppo complicate per essere definite.
Io credo che la felicità per essere vera debba avere in sè un qualcosa di trascendente, un germoglio rivolto verso l'alto.
Si, perchè se fosse rivolto verso il basso trascinato dalla forza di gravità o peggio ancora, fosse ripiegato su sè stesso, ci sarebbero davvero poche ragioni per essere felici.
La felicità di cui parlo io, quella che porta fortuna, ha nelle sue trame un qualcosa di "altro".
Altro da qui, da ora.
Che non si esaurisce negli eventi ma che dagli eventi prende forma e si trasforma.
Che porta fortuna, perchè porta a un modo nuovo di leggere quello che succede che non ubbidisce alle regole del mondo.
Bene.Questa mio modo di vedere la felicità non corrispondeva per nulla al film che ero tanto ansiosa di vedere.Due ore di nulla.
Anzi, quasi due ore di fastidio.Nessuna riflessione, nessun discorso concluso - forse nemmeno nessun discorso- solo parole.
E anche disconnesse.
Pazienza.Ho potuto "fare mio" il titolo di questo film, cogliendo l'opportunità di riflettere un po' di più su questa tanto desiderata felicità.
Che fa dire...meraviglioso.
http://it.youtube.com/watch?v=uhEVf1-khZw&NR=1
Il film l'ho proposto io perchè il titolo mi piaceva: happy go lucky, la felicità porta fortuna.
Lo credo anch'io.
La felicità, il modo di guardare le cose lasciandosi stupire ogni volta, la voglia di interrogarsi sorridendo quando sono troppo complicate per essere definite.
Io credo che la felicità per essere vera debba avere in sè un qualcosa di trascendente, un germoglio rivolto verso l'alto.
Si, perchè se fosse rivolto verso il basso trascinato dalla forza di gravità o peggio ancora, fosse ripiegato su sè stesso, ci sarebbero davvero poche ragioni per essere felici.
La felicità di cui parlo io, quella che porta fortuna, ha nelle sue trame un qualcosa di "altro".
Altro da qui, da ora.
Che non si esaurisce negli eventi ma che dagli eventi prende forma e si trasforma.
Che porta fortuna, perchè porta a un modo nuovo di leggere quello che succede che non ubbidisce alle regole del mondo.
Bene.Questa mio modo di vedere la felicità non corrispondeva per nulla al film che ero tanto ansiosa di vedere.Due ore di nulla.
Anzi, quasi due ore di fastidio.Nessuna riflessione, nessun discorso concluso - forse nemmeno nessun discorso- solo parole.
E anche disconnesse.
Pazienza.Ho potuto "fare mio" il titolo di questo film, cogliendo l'opportunità di riflettere un po' di più su questa tanto desiderata felicità.
Che fa dire...meraviglioso.
http://it.youtube.com/watch?v=uhEVf1-khZw&NR=1
venerdì 5 dicembre 2008
Chi cerca trova.
FRAMMENTO DI IERI, 04 DICEMBRE 2008.
" Da qualche giorno Barbapapà si sente molto triste, e i genitori di Francesco sono un po' preoccupati.Cercano di distrarlo in tutti i modi, ma sembra che niente gli interessi.
Allora Francesco decide di accompagnare Barbapapà dal dottore.
Il dottore lo visita: Barbapapà non ha niente di grave, ha solo bisogno di...una Barbamamma!
Di Barbamamme al mondo, pero' ne esistono poche e Barbapapà dovrà cercare a lungo prima di trovarne una.
Francesco chiede di poter accompagnare Barbapapà nel suo viaggio insieme alla sua amica Carlotta.Naturalmente i suoi genitori gli danno il permesso: con Barbapapà, Francesco e Carlotta saranno al sicuro!
A Londra, un signore con la Barba dice ai tre amici di andare a cercare Barbamamma in India.
Meno male!Perchè Barbapapà ha qualche problema con il posteggio e non vuole fermarsi più a lungo.Per andare in India bisogna prendere il treno.Ma come si fa a passare il fiume, se il ponte è interrotto?!
Per fortuna Barbapapà è molto forte e in un attimo risolve la situazione!
In India, un saggio consiglia ai tre amici di andare a New York: là c'è un signore molto ricco che potrà sicuramente aiutarli.
Barbapapà è così contento che si mette a ballare!
I viaggi in nave sono molto divertenti...ma a volte anche un po' pericolosi: per fortuna c'è Barbapapà, che porta in salvo tutti!
A New York il signore molto ricco spiega che le Barbamamme crescono nei campi insieme all'insalata.Così Barbapapà e i suoi amici partono con un elicottero.Per non disturbare gli animali atterrano dolcemente con il paracadute.Il contadino però dice che devono cercare Barbamamma ancora più lontano, forse addirittura su un altro pianeta.
Quante strane creature nello spazio..
Di Barbamamme, però, nemmeno l'ombra!
Allora i tre amici ritornano sulla Terra.
Atterrano proprio nel posto giusto...Barbapapà è così contento di essere tornato a casa che piange dalla gioia.
Ma...che sorpresa: in giardino c'è una Barbamamma!
Barbapapà se ne innamora subito.E anche lei lo ricambia.
Quando arriva la primavera,Barbamamma e Barbapapà depongono le loro uova nella terra.
Aspettano impazienti per molte settimane...Poi finalmente arriva il grande giorno!
Il dottore è molto emozionato:non aveva mai visto un Barbabebè tutto peloso!"
martedì 2 dicembre 2008
Second life, third life, fourth life...
Oggi pensavo a cosa vorrei fare da grande.
Una strada l'ho già intrapresa e prendendo la decisione di frequentare un determinato tipo di scuola ma soprattutto un determinato indirizzo universitario, ho escluso tutte le altre possibilità che avrebbero potuto portarmi a percorrere chissà quali altre strade.
Una decisione ne esclude mille altre.
E' un pò come parlare di costo opportunità...
Beh, insomma...non che io voglia fare un bilancio conclusivo del mio percorso ( anche perchè sono troppo giovane e ho davvero mille altre strade davanti a me ) pero' credo che se potessi tornare indietro:
non mi iscriverei alla stessa scuola superiore e probabilmente mi iscriverei a medicina.
Partirei per un paese lontano per curare e stare vicino alle persone che questo mondo chiama più povere ma che probabilmente sono di gran lunga più ricche e fortunate di noi.
"Noi"dei paesi ricchi.
Oppure mi iscriverei a giurisprudenza.Conoscerei la legge e mi batterei per la verità, per il rispetto e per la giustizia, per l'uguaglianza di ognuno.
Oppure al termine delle superiori partirei per un viaggio oltreoceano.Troverei un lavoro all'estero per imparare lingue e culture diverse dalla mia.Sarei una ragazza senza patria, cittadina di tutte le città e al contempo lontana da tutte.
Che si nutre di musica, di incontri con persone nuove e interessanti, che conosce di tutto un po'.
...Cavoli...Forse sono ancora in tempo per fare un po' di tutto questo.
lunedì 24 novembre 2008
S.Lucia anticipata
Questa mattina sono scesa dal letto con grande fretta.
Avevo un esame in università e pensavo di essere in ritardo.Nel sogno che mi aveva accompagnato fino a pochi attimi prima guardavo l'orologio che segnava un'ora di ritardo sull'orario reale.
Mi sono svegliata trafelata, pensando di essere davvero in ritardo di un'ora sulla tabella di marcia giornaliera.
Mi affaccio alla finestra: nevica.
Mi pervade improvvisamente una sensazione particolare, "da neve".
Penso al silenzio, all'atmosfera ovattata che è tipica del mondo innevato, al mio pigiama ancora caldo e alla bellezza di essere tra le pareti di casa.
UN BELLISSIMO REGALO.
Mi dirigo verso il mio destino da studentessa.Prendo la macchina, percorro le strade un po' più lente del solito, parcheggio la macchina e attendo l'autobus. Ad un tratto alzo lo sguardo ed incontro un amico che non vedevo da molto tempo. E al quale avevo dedicato un pensiero mentre ero alla finestra appena scesa dal letto.Coincidenza.
UN ALTRO BELLISSIMO REGALO.
L'altro giorno pensavo alle letterine che scrivevo a S.Lucia quando ero piccola.
Che regalo vorrei?
Per ora non lo so.
Ma so che oggi ne ho ricevuti due senza chiedere niente.
sabato 27 settembre 2008
Una giornata quasi qualunque.
Oggi è stata una giornata importante:ho scollinato.
Mi spiego meglio.
Abito in un piccolo paese in collina, in una zona tranquilla e decisamente molto bella per essere praticamente nel centro del paese.
Di fronte a casa:una collina.
Se foste sul mio balcone vedreste, andando da sinistra verso destra:
-una casa quasi coperta dagli alberi,
-un'altra casa con una barca pargheggiata in cortile,
-una casa che di recente è stata resa visibile a seguito di una decisa potatura degli alberi che la circondavano,
-una bifamigliare di recente costruzione non ancora tinteggiata,
-una colata di cemento dal colore giallo che servirà ad ospitare molte famiglie,
-un casolare antico
e poi, più in alto delle altre case su di una piccola collinetta, un casolare ristrutturato in mezzo ad un bosco.
Poi...bosco,bosco,bosco.
Abito qui da quando sono nata-quindi da ventidue anni- e non ricordo di essere mai stata sulla collina di fronte a casa mia.
Ammetto di avere una memoria a lungo termine molto fragile che non mi permette di ricordare numerosi episodi della mia infanzia, però è strano come, conoscendo questo mio deficit, non abbia fatto nulla per esplorare la fetta di mondo che ogni giorno è di fronte a me.
Almeno, fino ad oggi.
Decisa a vedere quello che è sotto il mio naso da sempre, mi sono incamminata verso sera, accompagnata da una frizzantina brezza autunnale e mi sono goduta il paesaggio, illuminato dalla luce del sole che si apprestava a nascondersi dietro le colline più alte.
Da quella piccola, insignificante fetta di mondo ho notato come le cose fossero diverse da come me le immaginavo.Il campo meno ripido, il paesaggio al dilà della collina decisamente bello...e la mia casa...la più piccola in mezzo a tutte le altre.
Devo dire che mi sono sentita piccola anche io.
Piccola, per avere aspettato così tanto tempo.
Ma grande perchè anche questo mi ha insegnato qualcosa.
lunedì 15 settembre 2008
Cose che adoro.
Lo pensavo da un pezzo, ma in questi giorni ne sono sempre più convinta:settembre è davvero un mese magico.
E' il mese in cui praticamente inizia l'anno nuovo, ricominciano tutte le attività interrotte durante l'estate, soprattutto se fai una vita da studente.
E' il mese in cui il caldo estivo lascia spazio all'aria frizzantina, quella più fresca, che è ottima per scompigliare i capelli.
Le ombre si fanno più lunghe, la luce ha riflessi gialli e quando tocca le cose dona un non so che di nostalgico.E la cosa mi fa impazzire.
Cadono le prime foglie, ingialliscono, i boschi iniziano a colorarsi.
Si tirano fuori le prime sciarpine, i maglioncini, i cappelli.
Si incomincia a riprogettare le proprie attività, a decidere chi si vuole essere.
Io quest'anno voglio essere felice.Ancora.
Indipendente, attiva, decisa... e magari anche innamorata.
Per adesso sono innamorata di settembre.
E questo mi basta.
mercoledì 3 settembre 2008
Ogni giorno, tutti i giorni.
Quello di oggi è stato un giorno speciale per mia mamma:ha festeggiato 31 anni di matrimonio con mio padre.E' andata dal fiorista, ha fatto fare un bel mazzo e lo ha portato al cimitero.Mio padre è li.Da sei anni.
Un paio di giorni fa mentre ero alla finestra, ho visto la mia vicina di casa partire in sella alla sua bicicletta per andare a trovare il marito.Stesso posto di mio padre.
Questo non vuole essere un post triste.Tutt'altro.
In questi giorni di luce settembrina, in cui le foglie si ingialliscono e le ombre si fanno più lunghe, pensavo alla fedeltà, alla dedizione, all'amore che lega le persone.
L'amore che va oltre la vicinanza fisica, la quotidianità e la solitudine.
Quello scambiato davanti a tutti il giorno del matrimonio, che ha fatto dire a due persone:
" prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, in salute e in malattia, per amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita".
Tutti i giorni, ma proprio tutti.
Roba seria.Io non credo che mia madre il giorno del matrimonio avesse l'idea di come sarebbero andate a finire le cose.Credo che nessuno lo sappia o possa mai saperlo.Si ama una persona, si sceglie di condividere con lei la vita e ci si impegna ogni giorno,tutti i giorni per mantenere fede a quella promessa che ci si scambia."Fin che morte non ci separi."
A volte pero' nemmeno questa riesce a separare le persone e questo ha un che di straordinario.
C'è qualcosa che ci lega e che è davvero indissolubile.
lunedì 18 agosto 2008
Pioggia d'estate.
Ieri pomeriggio, sul tardi, ero in giardino e stavo leggendo un libro. C'era un bel sole e un aria tipica da fine estate. All'improvviso hanno cominciato a cadere alcune goccie di pioggia, portate da una grossa nuvola in arrivo da Ovest, che sono diventate sempre più insistenti, fino a sfogarsi in uno scroscio prolungato.
Ho messo al riparo il libro e ho preso un ombrello, quindi mi sono allontanato dalla casa, verso un luogo più aperto, perché mentre pioveva c'era ancora il sole e ho pensato che è in quei casi che si vede l'arcobaleno. Mi sono guardato intorno, ma di arcobaleni non ne ho visti.
Ho visto però il bellissimo spettacolo di una pioggia fitta illuminata dal sole e i diversi effetti di luce e le sfumature a seconda che guardassi contro luce o dalla parte opposta. Forse per la prima volta ho notato e osservato con attenzione un tale spettacolo.
Ho ripreso a leggere sotto il portico. Continuava a piovere e a un certo punto ho alzato lo sguardo. Verso Est si stagliava un bellissimo arcobaleno... anzi, guardando meglio mi sono accorto che ve n'era un altro poco sopra. Un bellissimo doppio arcobaleno.
Ho messo al riparo il libro e ho preso un ombrello, quindi mi sono allontanato dalla casa, verso un luogo più aperto, perché mentre pioveva c'era ancora il sole e ho pensato che è in quei casi che si vede l'arcobaleno. Mi sono guardato intorno, ma di arcobaleni non ne ho visti.
Ho visto però il bellissimo spettacolo di una pioggia fitta illuminata dal sole e i diversi effetti di luce e le sfumature a seconda che guardassi contro luce o dalla parte opposta. Forse per la prima volta ho notato e osservato con attenzione un tale spettacolo.
Ho ripreso a leggere sotto il portico. Continuava a piovere e a un certo punto ho alzato lo sguardo. Verso Est si stagliava un bellissimo arcobaleno... anzi, guardando meglio mi sono accorto che ve n'era un altro poco sopra. Un bellissimo doppio arcobaleno.
venerdì 8 agosto 2008
08/08/08
Ieri, otto agosto 2008, giorno in cui tutto il mondo ricorderà l'inizio dei giochi olimpici più discussi della storia, il mio piccolo mondo ricorderà questa data per un altro avvenimento sconvolgente e meraviglioso.
Ieri otto agosto duemilaeotto, è venuta alla luce, dopo essersi fatta attendere nove mesi e 12 giorni, Anna, una piccola creaturina lunga 32cm e leggera tre chili e 180 grammi.
Questo miracolo mi era stato annunciato l'otto dicembre scorso dai suoi due fratelli, nonchè già protagonisti di un mio post, Matteo e Davide: da quel momento è partito il "tempo dell'attesa". Questa bambina, tanto amata e affettuosamente chiamata "fagiolo"durante i primi mesi, piano piano è cresciuta nel grembo della sua mamma e oggi ha un volto e un nome.
" Ti lodo perchè l'hai fatta come un prodigio,
sono stupende le tue opere..."
Ieri otto agosto duemilaeotto, è venuta alla luce, dopo essersi fatta attendere nove mesi e 12 giorni, Anna, una piccola creaturina lunga 32cm e leggera tre chili e 180 grammi.
Questo miracolo mi era stato annunciato l'otto dicembre scorso dai suoi due fratelli, nonchè già protagonisti di un mio post, Matteo e Davide: da quel momento è partito il "tempo dell'attesa". Questa bambina, tanto amata e affettuosamente chiamata "fagiolo"durante i primi mesi, piano piano è cresciuta nel grembo della sua mamma e oggi ha un volto e un nome.
" Ti lodo perchè l'hai fatta come un prodigio,
sono stupende le tue opere..."
lunedì 21 luglio 2008
C'è un tempo per ogni cosa.
La scorsa settimana ho spedito una lettera ad un mio amico.Era da tanto che non lo facevo, ma è sempre emozionante.La scelta della carta da lettera, il francobollo, i pensieri da tradurre in parole, i saluti e la firma, segno distintivo della relazione che hai instaurato.Un nome che dice che stai mettendo tutta te stessa in quelle poche righe, in quei pochi fogli.
La scelta della penna, dei disegni per abbellire le busta.A me piace disegnare qualcosa con gli acquerelli.
E poi c'è il tempo dell'attesa, che va dal momento in cui infili la busta nella buca rossa fissata sul muro della posta, al momento in cui ti arriva la lettera di risposta.
Un tempo che non ha tempo, perchè a volte, tanti possono essere i motivi di una non risposta.
Di solito però, quella arriva.
Magari dopo tanto tempo, ma arriva.E quello è il momento tanto atteso, quello desiderato ogni giorno, controllando con precisione la posta in arrivo.
Poi c'è l'apertura della busta, spesso fatta senza danneggiarla troppo, magari con un coltello.
E poi la lettura delle parole scritte in risposta a quelle domande che magari avevi fatto due settimane addietro.I saluti e le firma.
Oggi ho riflettuto sul tempo dell'attesa.
Quello spazio fatto di speranze e desideri che intercorre tra una azione e un avvenimento desiderato con tutto il cuore.E' un tempo amato.
Il tempo dell'attesa ha un valore intrinseco straordinario perchè esula da qualsiasi forma di valutazione economica.Ne potrebbe passare tanto ma non importa, quello che realmente importa è ciò che aspettiamo.Evento, cosa o persona che sia.
Che ci fa dire:eccoti qui finalmente.
E' da tanto tempo che ti amo.
La scelta della penna, dei disegni per abbellire le busta.A me piace disegnare qualcosa con gli acquerelli.
E poi c'è il tempo dell'attesa, che va dal momento in cui infili la busta nella buca rossa fissata sul muro della posta, al momento in cui ti arriva la lettera di risposta.
Un tempo che non ha tempo, perchè a volte, tanti possono essere i motivi di una non risposta.
Di solito però, quella arriva.
Magari dopo tanto tempo, ma arriva.E quello è il momento tanto atteso, quello desiderato ogni giorno, controllando con precisione la posta in arrivo.
Poi c'è l'apertura della busta, spesso fatta senza danneggiarla troppo, magari con un coltello.
E poi la lettura delle parole scritte in risposta a quelle domande che magari avevi fatto due settimane addietro.I saluti e le firma.
Oggi ho riflettuto sul tempo dell'attesa.
Quello spazio fatto di speranze e desideri che intercorre tra una azione e un avvenimento desiderato con tutto il cuore.E' un tempo amato.
Il tempo dell'attesa ha un valore intrinseco straordinario perchè esula da qualsiasi forma di valutazione economica.Ne potrebbe passare tanto ma non importa, quello che realmente importa è ciò che aspettiamo.Evento, cosa o persona che sia.
Che ci fa dire:eccoti qui finalmente.
E' da tanto tempo che ti amo.
martedì 15 luglio 2008
Serata per due.
Ieri sera sono stata a Bologna con alcuni amici per ascoltare un concerto di un gruppo scozzese.Bellissima serata.
Era la prima volta che andavo a Bologna di sera e se posso dirlo, sono rimasta un po' sconvolta.Sono rimasta colpita dall'umanità che la popola, che gira nelle strade, che vive.Un'umanità che ha i rasta, che cammina con il cane, che è trasandata e spesso barcolla tra la gente.Che ti chiede una cartina, che ti ferma per domandarti se hai una paglia, che si avvicina senza denti con due bottiglie in mano e ti tiene un monologo sui barboni a la loro invidia per la gente che mangia la pizza in pizzeria.Talvolta questa umanità ha un nome:Gennarino.Uomo innocuo ma sicuramente da incontrare in compagnia di un'amico.Come tutta l'umanità di Bologna.
Era la prima volta che andavo a Bologna di sera e se posso dirlo, sono rimasta un po' sconvolta.Sono rimasta colpita dall'umanità che la popola, che gira nelle strade, che vive.Un'umanità che ha i rasta, che cammina con il cane, che è trasandata e spesso barcolla tra la gente.Che ti chiede una cartina, che ti ferma per domandarti se hai una paglia, che si avvicina senza denti con due bottiglie in mano e ti tiene un monologo sui barboni a la loro invidia per la gente che mangia la pizza in pizzeria.Talvolta questa umanità ha un nome:Gennarino.Uomo innocuo ma sicuramente da incontrare in compagnia di un'amico.Come tutta l'umanità di Bologna.
Iscriviti a:
Post (Atom)